| Mete nel sociale >> mete, mete no profit, attività scientifica dello staff |
|
| Menù di navigazione | Mete noprofit > ricerca | Case history |
|
METE METE NOPROFIT ATTIVITÀ SCIENTIFICA STAFF NOVITÀ LINKS CONTATTACI << homepage Segreteria organizzativa: Mete s.a.s. via Nikolajevka, 18 20152 Milano (Italy) tel. +39 02 47997950 fax +39 02 47997950 |
![]() RICERCA FINALIZZATA ALLA TRASFERIBILITÀ DELLE PRATICHE NEL TERZO SETTORE Nel campo della solidarietà sociale come è noto esistono opere ed iniziative di grande valore umano e sociale. Esse sono in grado di affrontare i problemi, produrre forme di intervento efficaci ed innovative, sono ben usufruite nell'ambito in cui si realizzano, mentre nella generalità dei casi sono scarsamente capitalizzate e rese trasferibili. L'associazione METE noprofit è impegnata a sviluppare la ricerca finalizzata ad accrescere il livello scientifico delle pratiche, nell'ambito del terzo settore, permettendone la capitalizzazione e la trasferibilità. Oltre ai tradizionali metodi della ricerca sociale, due sono le forme di ricerca proposte in via privilegiata: la ricerca-azione (o ricerca-intervento); la formazione-ricerca. La ricerca-azione verte sulle condizioni e gli effetti delle varie forme di azione sociale e si pone come obbiettivo la promozione dell'azione sociale stessa, con la modificazione del campo attraverso la conoscenza che si acquista di esso. Viene progettata e condotta in modo collettivo con la partecipazione delle persone appartenenti al campo di cui ci si vuole occupare in collaborazione con gli esperti. La formazione-ricerca a partire da iniziative di formazione degli operatori, produce nuove conoscenze concernenti le pratiche degli operatori stessi, coniugando le esigenze del sapere e del saper agire con quelli del produrre un sapere nuovo. Si pone come obiettivo la valorizzazione delle esperienze fino alla sistematizzazione dei percorsi metodologici più qualificati, così come emergono dalla riflessione comune. Permette di implementare la consapevolezza degli operatori nei confronti sia della propria autonomia culturale sia del loro ruolo di parti del “sociale” come un insieme complesso. |
| Mete 2004, tutti i diritti riservati |